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L'abbinamento emozionale

 

 

Innanzi tutto, l’emozione! Soltanto dopo la comprensione. (Paul Gauguin)

 

Quante volte durante degustazioni o corsi ci siamo sentiti dare consigli sull’abbinamento cibo-vino che rispecchiano i canoni didattici del sommelier?

 

Però quasi nessuno si azzarda a parlare dell’abbinamento emozionale.

L’emozione è un processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo e si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti espressivi (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali).

E’ ovvio che l’esperienza degustativa sarà di conseguenza un evento unico e irripetibile e la traccia che lascerà sarà legata in modo indissolubile a un “ricordo”.

 

Datemi uno scoglio come vassoio da portata…il mare da cui prelevare i suoi figli…la brezza che mitiga il calore del sole…un attrezzo per svelare il tesoro nel guscio pungente…ma soprattutto datemi un calice che racchiude file di bollicine che vogliono tornare alla natura.

 

Potremmo parlare tanto sull’abbinamento di ricci e spumante…metodo classico o charmat, sapore metallico, sapidità, acidità, voglio un vino bianco morbido oppure di alta persistenza aromatica…

 

Io quella bottiglia di bollicine non la cambierei per nulla al mondo, la sento mia, mi trova in uno stato d’animo tale per cui i miei sensi non seguono nessun diagramma…seguono il cuore e il benessere psico-fisico indotto da quel momento!

 

Bevete vino, ma soprattutto fate tesoro dei “ricordi”.